Yoga e diversabilità

Yoga per bambine/i diversamente abili

Molto abili


La vita qualche ostacolo lo mette. A chi più, a chi meno.

Quando gli ostacoli a camminare, a parlare, a sentire, a muoversi sono davvero tanti, la vita diventa complicata. Più di quanto non lo sia già normalmente. A volte molto di più. Per il/la bimbo/a e per la sua famiglia, che vive non solo la difficoltà fisica, di gestione, ma emotiva, a volte più di quanto la vivano i bimbi stessi. Ci si ritrova in luoghi di terapia, in momenti di sofferenza acuti, in incapacità di capire cosa si dovrebbe fare, come si dovrebbe procedere. Con le aspettative deluse e le speranze frustrate. E può essere davvero doloroso. Davvero spiazzante. A volte davvero drammatico. E a volte si è veramente soli.

Ma la disabilità non è un mondo a parte, è parte di un mondo che ha bisogno di essere educato, sensibilizzato e guidato nella cura e nella conoscenza delle persone che ne soffrono. E le famiglie devono potersi sentire accolte non solo nei setting medici, non sempre consoni alla delicatezza dei sentimenti che la situazione stessa smuove, ma in tutti quei luoghi dove hanno piacere di stare.

I bambini sono sempre stati la mia passione e, dopo il diploma come assistente di comunità infantile, ho intrapreso un percorso di formazione yoga indirizzato a loro. Mi sono diplomata in Family Yoga, Yoga Bimbi, in Famili Yoga e in Yoga for the Special Child, a Londra, che, oltre ad essere una tecnica di yoga per bambine/i diversamente abili, è un centro dove le famiglie de* bambin* con bisogni speciali possono ritrovarsi e fare yoga insieme, anche con i loro insegnanti di sostegno.

Durante la formazione ho incontrato non solo i compagni di formazione e le insegnanti, ma i bambini e le bambine con tutte queste diverse tipologie di difficoltà. Ho incontrato le loro famiglie, fratelli e sorelle inclusi, gli operatori e gli insegnanti che si prendono cura di loro. E la difficoltà l'ho vista svanire sotto ai miei occhi quando una bambina meravigliosa, impossibilitata a muovere nient'altro che testa e collo, è entrata, sorridente fino alle lacrime, in braccio al papà, dicendo: è tutta la settimana che aspetto di essere qui!

Basta. Non avevo bisogno d'altro. Non ho sentito dolore, ma gioia, commozione, tenerezza, speranza nelle infinite possibilità della vita. Sua sorella e suo padre, massaggiandola e muovendola dentro alle Asana, ci hanno raccontato di come grazie a questa pratica, abbiano scoperto un nuovo modo di interagire col corpo della loro bambina, con il suo cuore, con la sua mente. Perchè a volte la difficoltà maggiore non è del bambino, ma la nostra. E dobbiamo prendercene cura.

Lo yoga, il pranayama, il massaggio, la meditazione, sviluppati in questo modo, aprono mondi di unione che rischiano di rimanere inespressi. Queste persone mi hanno cambiato la vita. Mi hanno fatto innamorare. Di quegli amori che non finiscono.

 

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